Trama:

Forse non tutti sanno che nel 1992 Rowan Atkinson fu testimonial della carta di credito di una nota banca inglese in alcuni spot televisivi in onda in Gran Bretagna che gli permisero di guadagnare il premio BAFTA come miglior attore di quell’anno nel settore dell’advertising. In cinque anni furono realizzati ben diciassette spot pubblicitari, nei quali Atkinson interpretava un goffo agente dei servizi segreti. Il successo fu tale che non poteva finire così e quel personaggio qualche anno più tardi arrivò al cinema con il nome di Johnny English. Il primo film uscito nel 2003 è stato diretto da Peter Howitt, mentre Johnny English la rinascita è del 2011 per la regia di Oliver Parker.

A proposito di sequel, Rowan Atkinson non ha mai voluto inflazionare i suoi personaggi ritenendo che dovesse passare un certo numero di anni, lasciando maturare l’attesa del pubblico cinematografico, prima di vedere una nuova avventura. Così è stato per i due film di Mr. Bean, Mr. Bean – L’ultima catastrofe (1997) e Mr. Bean’s Holiday (2007), realizzati con un intervallo di tempo di dieci anni, e così è stato per Johnny English i cui tre appuntamenti sul grande schermo sono datati 2003, 2011 e 2018. Della lavorazione dei film, la fase più “stressante, preoccupante e incredibilmente difficile”, come dice lo stesso Atkinson, “sono le riprese, mentre ironicamente la parte embrionale è quella che davvero mi entusiasma, quando sei seduto in una stanza con altre anime pensanti con cui crei la storia inventando situazioni divertenti”.

Seduti quindi in una stanza per capire quale missione avrebbe potuto compiere Johnny English al terzo film, l’attore e i produttori Tim Bevan e Chris Clark passarono al vaglio le idee portate dallo sceneggiatore William Davies e, dopo varie discussioni e risate, tirarono fuori il tema principale del film: analogico contro digitale. Avendo come innesco della storia un attacco informatico all’intelligence britannica, la persona meno tecnologica di qualunque altra avrebbe dovuto risolvere la situazione. Questa premessa gettava già le basi per l’infinita serie di gag in cui Johnny English, richiamato dalla pensione, si trova di fronte al tecnologico mondo odierno fatto di app, assistenti vocali e operazioni online.

Nonostante il budget a disposizione fosse soltanto una porzione di quello che normalmente serve per girare un film di James Bond, i produttori di Johnny English colpisce ancora sono riusciti a girare nelle location inglesi che volevano, sulla riviera francese e senza rinunciare alle scene d’azione che anche la parodia di un film di spionaggio non può non avere. Sono stati anche costruiti in studio imponenti set, come gli interni di uno yacht e di un sottomarino e un lussoso ristorante che cambia faccia dopo il passaggio di Johnny English.

Video e Immagini

1video 1immagini